18/09/2011

É o vento ventando..

Lagoa da Albufeira, la scoperta più bella di quest'estate che se ne va. Tre lagune in una, separate dall'immensità dell'oceano da una duna che viene aperta in primavera, acque dolci e salate che si fondono toccate dal vento. Nascosta in una pineta immensa che fa parte della Riserva Ecologica Nazionale, che ospita tra l'altro molte specie protette di uccelli. E in effetti è un posto che sa di partenze e di approdi.

E quelle casette di legno colorate sulla spiaggia.. forse il rifugio antico di pescatori?

Meta prediletta dagli appassionati di kitesurf. Anzi, direi presa d'assalto! Ad un certo momento i kites colorati e gonfi di vento atlantico affollavano il cielo blu. Paura che qualcuno potesse persino finirci addosso!











Decolli e piroette di fine estate.




14/09/2011

Un fado per caso


Metti una sera quattro amici ed un fado incontrato per caso. A volte certe cose riescono proprio bene.



11/09/2011

Una terra chiamata Alentejo

Una terra distesa tra Lisbona e l'Algarve, fatta del sudore degli uomini che l'hanno coltivata per secoli, vivendo di privazioni e di stenti. Di lotte agrarie, di povertà. Bianchi paesini arroccati in fortezze senza tempo, baciati da una luce accecante, bianchi sull'azzurro del cielo, bianchi sulle finestre dipinte di giallo e blu, sul ferro battuto dei balconi. Casine solitarie immerse nei vigneti e nel sughero, panorami su vallate color ocra, donne misteriose strette dentro scialli neri che spiccano in tutto quel bianco, e che sembrano volersi sottrarre alla luce che le insegue nei vicoli.
Io rapita dalle ombre che da quella luce si originano, che con quella luce giocano.

E, poco più in là, la costa fatta di spiagge selvagge e incontaminate: ci tornerò per conoscerle, e sarà estate di nuovo.
















24/08/2011

Stretta tra due mari

La Puglia. Una terra splendida stretta tra due mari: da un lato lo Jonio, dall'altro l' Adriatico.
La mia terza casa.
Taranto, città che si specchia sul mar Piccolo e sul mar Grande, mi accoglie un tramonto indimenticabile di un pomeriggio di Agosto. 
Giro tra i vicoli e le piazze della città vecchia, un isolotto struggente che si affaccia sul mar Piccolo, con la sua impronta araba, i palazzi in stile aragonese, le vestigia greche. Dell'antico splendore resta ben poco: il tempo e poi gli uomini con la loro scarsa memoria hanno consegnato questi luoghi all'oblio, ma il fascino è qualcosa che vince il tempo, e qui resta intatto.
Il centro nevralgico della città si è incredibilmente spostato aldilà del ponte girevole, nella parte ottocentesca, creando quasi una terra di nessuno da questa parte, dove anche gli stessi tarantini mettono piede raramente.
La mia fantasia la immagina  al tempo della civiltà cullata dai mari, che ha saputo lasciare segni profondi, purtroppo oggi spesso ignorati e persino maltrattati. 
E poi mi trovo di fronte allo Jonio, splendido come un amico limpido e cristallino, sincero, fedele, che si lascia sempre accarezzare con lo sguardo, che mi accoglie nel suo abbraccio caldo. Era un anno che non facevo un bagno.

E mi rendo conto di quanto bisogni amare queste stradine strette che si perdono in un dedalo intricato, a volte scabroso, quest'umanità disperata che si confonde e si perde nella luce riflessa dai mari.








La valle di Itria è un puzzle di bianchissime masserie e di rotondità a forma di trulli. Passandoci davanti m'immagino come potrebbe essere la vita al fresco di quelle pietre, al riparo dal sole dorato, eppure così vicine alla luce dei campi generosi.
Paesini candidi affiorano dalla terra scura, terra che li avvolge e li possiede, e dove finisce la terra giunge -a volte inaspettato- il mare. Sul versante Adriatico brilla una perla che si chiama Polignano a mare.









E di nuovo me ne vado, chissà per quanto tempo.
Stavolta è il tempo del commiato, all'albeggiare sul Mar Piccolo.






Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...