14/04/2012

Il sacro e il profano di Castilla y León. Part II. il profano

Il viaggio profano inizia in modo consono, cioè con due luoghi comuni della Spagna: il toro e il prosciutto (jamón).
Ecco. Questi non sono affatto luoghi comuni, sono semplicemente il chiodo fisso da queste parti! A parte i tori nelle bandiere e quelli veri che pascolano perennemente nei campi, il nuovo design iberico prevede installazioni di statue coloratissime di tori a grandezza naturale lungo la statale. Tori di tutti i colori, con fantasie per tutti i gusti. 
Ero in macchina, purtroppo non sono riuscita a fotografarli (speravo di beccarne almeno uno vintage al ritorno, ma abbiamo cambiato strada). 
Ci sono anche delle strade che si chiamano semplicemente "Toro", senza neanche fregiarsi del titolo di "strada" o "viale" o, che so, "passeggio". Dove sei? In Toro no. 21, arrivo subito. Dammi solo il tempo di ingozzarmi di jamón e arrivo.
Infatti è lui il re della tavola, che campeggia trionfante in ogni bar, appeso con altri cento esemplari sulle vostre teste, una spada di Damocle suina e profumatissima.
E se invece optate per una caña, ossia una birra alla spina, non potete credere che lo spillatore abbia le fattezze di ciò che pende sulla vostra testa, e che sia persino corredato di elegante zampa con piedino all'insù.







Fuori dai centri abitati si estendono i vigneti ad alberello di tempranillo di Toro. In questo caso Toro è la località, e quindi abbiamo anche i famosi vini di Toro. Olé!
La terra qui è rossa, sanguigna, ed in questa stagione le viti spoglie e nere creano un colpo d'occhio particolare.




Le città sono delle piccole perle di architettura medievale e cinquecentesca.
Oltre a Zamora (di cui vi ho parlato nel post sacro) che pullula di chiese romaniche, gli altri posti che ho visto sembrano fermi alle epiche imprese della Spagna di Don Chisciotte: piazze rettangolari con portici per lo più lignei, rigorosamente Plaze Mayor, e dedali di stradine con palazzi e i loro balconi coperti in legno o ferro battuto.



E poi Salamanca, città universitaria e viva, gioiellino romanico-gotico-barocco.
L'interno della cattedrale vecchia è uno dei più belli che abbia visto, soprattutto per gli effetti ottici che le poche finestre e i rosoni riescono a ricreare sapientemente, in un inseguirsi di luci ed ombre in bianco e nero. 
All'uscita il sorprendente blu immenso del cielo è accecante.





Torniamo all'aspetto mangereccio con le tapas. Banconi lunghissimi imbanditi e dove si azzuffano i famelici prima, durante e dopo l'ora di pranzo, buttando rigorosamente le carte a terra. L'ho visto fare a tutti, camerieri che sparecchiavano compresi. 
Se ci arrivate affamati è la vostra fine, perché quei banchi dove alloggiano schiere di teglie piene di ogni cosa -per lo più fritta- vi sembreranno un'oasi nel deserto.
Ho persino rischiato di mangiare uno spezzatino di labbra di vacca con patate: infatti lo avevo chiesto indicandolo, ma poi l'occhio m'era provvidenzialmente caduto nel piatto dell'avventore che consumava rigorosamente in piedi e, intravedendo callosità sospette, avevo chiesto ragguagli. No, grazie, facciamo che mi dai quella frionzola di...ehm...jamón, ché tanto qua non ho scampo.
I vini sono ottimi, del resto in questa zona si estende la Ribera del Duero, ossia il Douro portoghese, zona vinicola da secoli e di alta qualità.



Il piatto che anche da solo potrà infierirvi il colpo di grazia sarà fatto di salsiccia arrostita coperta da patate fritte e pimientos de padron, i cosiddetti friarielli, insomma, per chi mastica un po' di cucina del sud.

Eh già, quanto mi è familiare 'sto piatto!
Gli spagnoli ci hanno lasciato eredità "pesanti" anche ai fornelli. La tortilla, ad esempio, esiste anche da noi, e si chiama frittata di patate, cioè quel che è.




La Castilla y León è anche la regione dove si parla il castigliano puro.  
Gli altri. Perché io, che prima di venire a vivere qua masticavo un po' di spagnolo, adesso l'ho praticamente rimosso: la somiglianza apparentemente strettissima al portoghese, mista alla familiarità con l'italiano hanno reso tutto molto...creativo. 


Guardando nei cieli qui è  facile avvistare simpatici uccelli, di cui campanili e tetti merlati ospitano i nidi, anzi i nidoni: le cicogne! Io non le avevo mai viste, sono bellissime!  Ed emettono uno strano suono battendo il becco. 
L'ultimo giorno, dopo aver attraversato autunno ed inverno, finalmente decine di rondini ci ricordano che è davvero primavera.




Simpatici insomma questi castigliani. Ma quanto sono caciaroni! Son capaci di fare chiasso anche in tre. Mentre esulto quando escono dal locale in cui sono capitata regalandomi un attimo di quiete, mi viene in mente una scritta che campeggiava qualche tempo fa sui muri di Lisbona.







Abbassiamo il volume dunque, il viaggio e' finito: si torna in Portogallo. 






20 comments:

  1. Belle foto davvero, Elle.
    E gran piatto. :)
    Mi hai fatto venire voglia di tornare in Spagna e Portogallo!

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    1. Grazie!
      Il piatto non era il mio, anche se era molto simile. E l'ho finito di digerire giusto ieri, ma vabbè.
      E torna!

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  2. la carta la buttano in terra per far capire che hanno gradito.Anch'io le prime volte ero basita da questo modo di sporcare nei bar, però il loro jamon (serrano, pata negra, belota) è proprio buono poi con il pan e tomate.......Bella vacanza ciao Cris

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    1. Ciao Cris, sì, in Spagna ci sono andata spesso e ho sempre visto carte a terra nei bar. Ecco, forse a Barcellona un po' meno...ma è proprio 'na roba loro. Nelle Asturie hanno addirittura anche una specie di canale di scolo sotto al bancone dove buttano il sidro che avanza dalla bevuta alla goccia :)

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  3. Bellissimo elle! Non conosco Salamanca, mi hanno detto tutti che e' una cittadina meravigliosa. E jamon serrano e' una delle cose piu' buone al mondo!! Dopo la ginjinha, ovviamente :) ti abbraccio.

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    1. L'iberico è ancora meglio, lo dico per te che te lo starai sognando anche la notte! :)

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  4. La Spagna, adoro la Spagna!! E gli spagnoli!
    Che belle le tue foto Elle, mannaggia al maledetto blogger che mi costringe a comprimere e strizzare le mie finché non si vede più niente!
    E le labbra di vacca :-DD

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    1. Ah, ma io le foto le metto in formato extralarge senza pietà, se le voglio far vedere :)
      Sai che le labbra bovine in Campania si chiamano "o' muss" e sono un must del cibo di strada delle feste? Vendute in listarelle in un pratico cartoccio take away con limone e sale. Ultimamente si sono modernizzati e usano le vaschette di plastica. Dei tipi improbabili dispensano "muss" presso tipici furgoncini che vendono solo quello. A volte li trovi anche appostati agli incroci nei giorni qualunque. Guarda, ci sarebbe da farci un post :)

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  5. Sarà che io ho sempre fame, ma quel piatto di patate, salsiccia e pimientos sembra meraviglioso!
    Una domanda.
    Tu sei "fisica" o sbaglio? Perché quella terra è così rossa?
    Ferro?
    Mi ricorda tanto l'Australia.

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    1. Credo sia ferro (e derivati), ma non sono geologa...:)
      Il piatto era molto rustico, saporito e sostanzioso! colesterolo a 3000.

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  6. Bon, mi hai steso! Già ero reduce dall'abbuffata del French quarter fest, adesso ho fatto anche indigestione con gli occhi :) Lo spillatore a coscia di suino è meraviglioso, vorrei lo mettessero anche al Kerry :) Io spingo per un post sulle labbra bovine perchè l'argomento m'interessa molto. La foto con le viti ha un contrasto cromatico meraviglioso. Il cartello portoghese mi ha fatto sorridere, insomma, un post a 360°!

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    1. Eh, ho visto che alla FQF non ti sei risparmiata!
      Andare in Italia e beccare un furgoncino di musso ambulante potrebbe essere una buona scusa per scriverne!
      Le viti erano fantastiche si', anche il vino :)

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  7. A distanza di una settimana ancora mi sogno tori, jamón e cicogne ;)
    Oddio, nelle Asturie dovró aspettarmi scarpe appiccicaticce all'uscita dai bar???

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    1. Ihih, no, se i canali son fatti bene :)

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  8. ma dov'è questo silenzio portoghese? lo andiamo a chiedere agli abitanti del bairro alto?
    comunque che bella gita (l'ho già detto che sto in crisi d'astinenza da macchina? non ce la faccio più!), il jamon io me lo potrei sposare, è la mia anima gemella.
    bellissime foto, il cielo sembra photoshoppato per quanto è azzurro.
    per le labbra invece passo, non ce la posso fare, e la stessa cosa vale per tutte le appendici: orecchie nasi zampe coda...
    la salsiccia i friarielli e le patate mi sorridono non poco.

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    1. Secondo me e le mie orecchie provate gli spagnoli fanno casino a tutte le eta'. Qui appunto il fracasso e' riservato ai giovani :)
      A proposito di appendici di porco varie: da quelle parti ho avvistato persino zampe e orecchie in scatola! Ne devono andare proprio pazzi.

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  9. ma... questo stencil sul silenzio portoghese è geniale! posso condividere la foto?

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    1. ciao natalia, anche io lo trovo divertente!
      tutto quello che sta su questo blog si può condividere, citando oceanstwo! grazie!

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  10. che cielo! che cielo!

    e che piatto che piatto!

    arrivata l`i non saprei se mangiare o volare!

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    1. Volare e dopo mangiare: il contrario, date le pietanze, potrebbe risultare arduo :)

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Dimmi pure.

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