22/02/2012

La bolla di Internet

P. Steiner, New Yorker 1993. Nel 2012 le cose sono ben diverse.
  
Era da un po' di tempo che riflettevo sul ruolo di internet nella nostra quotidianità, nello stravolgimento dei concetti di vicino e lontano, di accesso alle informazioni e al mare di input che ogni giorno riceviamo.
Già...quanti input! Ma siamo proprio sicuri che la rete ci apra davvero nuovi orizzonti del pensiero, ci arricchisca e ci renda liberi come crediamo? Non ci vuole molto per rendersi conto che non è affatto così. 
Anzi, le nostre opinioni rischiano di essere sempre più omologate, perché siamo in balia della personalizzazione del web, di un mondo virtuale costruito su misura per il nostro profilo, cosicché la tendenza insita è quella di farci vedere le cose che ci piacciono, ma non quelle di cui abbiamo davvero bisogno per arricchirci, quelle che ci rendono un pochino migliori di com'eravamo ieri.

Mi sono sentita di dedicare un post alla causa dopo aver letto questo sul blog di Andima, dopo che ne avevo anche parlato qualche tempo fa con una mia amica e dopo che la faccenda mi sta frullando in testa da un po'.
Su TED gira questo video di Eli Parisier, un attivista politico nonché fondatore di Avaaz.org (il sito no-profit che permette agli utenti di organizzare e gestire petizioni online) ed autore del libro "The filter bubble", in cui affronta questa tematica, riassumibile con la frase "siamo sempre più prigionieri di una "filter bubble" che ci gratifica e ci compiace, ci offre quello che vogliamo, ci indica cosa desiderare, e in questa bolla siamo completamente soli". 


video


Come scoppiare la bolla. Al link trovate una serie di metodi pratici per combattere questa aberrazione, e non è nulla di difficile: son cose che il più delle volte non facciamo per pura pigrizia, come ad esempio eliminare i cookies, cancellare la cronologia di navigazione o navigare in incognito. Abbiamo gli strumenti per difenderci, bisogna che li usiamo!
Credo sia pericoloso non avere quantomeno coscienza di tutto questo: aldilà delle ovvie questioni di privacy, c'è il rischio che la nostra visione del mondo venga determinata dall'esterno e solo in minor parte dal nostro senso critico. È perciò sempre necessario un forte senso di attenzione a ciò che ci circonda per capire come funzionano certi meccanismi che potrebbero sembrare innocui e passare inosservati. 

Consapevolezza soprattutto, e quindi curiosità. Quella speriamo non manchi mai.
"Del resto, è solo la curiosità che mi fa alzare la mattina", diceva Fellini, che la sapeva lunga.

14 comments:

  1. ottimo approfondimento, mi son andato subito a leggere i 10 consigli e devo dire che alcuni erano già nelle mie abitudini.
    Come abbiamo già detto, consapevolezza ed educazione sono le armi migliori per evitare di rendere la bolla ancora più spessa e privarci di una diversità che non ammette pigri.
    La conclusione di Fellini è bellissima:)

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    1. Sì, bisogna proprio armarsi contro questi scempi. Ed è anche per questo che ho colto l'occasione che mi hai dato per trattare una cosa che mi sta molto a cuore.
      Quanto a Fellini...raramente ha detto cose che non mi riguardano :)

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  2. Grazie, molto interessante. Per ora il bilancio della mia vita "virtuale" rimane positivo: è un buco nero succhia-tempo, però, se trattato con i dovuti accorgimenti, può dare più di quanto non tolga.
    PS: ho tolto il captcha!

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    1. Se si è attenti e consapevoli il bilancio non può che essere positivo.

      Olè per la battaglia anti captcha!

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  3. per me il reality check del fatto che ancora sono io a decidere del mio utilizzo della Rete e' il fatto che nel weekend non ho nessun bisogno di collegarmi o controllare la mail o facebook e quando sono in vacanza idem...tengo sempre il pc a casa acceso durante la giornata per farmi compagnia (cercare, leggere, scrivere, ascoltare la radio in streaming etc) ma poi posso farne benissimo a meno
    anche io da qualche giorno, dopo aver letto della nuova privacy di google ho deciso di chiudere il mio account youtube e sto valutando di svuotare la mia casella gmail e creare un nuovo indirizzo email, che non mi piace ricevere sempre piu' cose guarda caso collegate ai soggetti delle mie mails...anni fa smisi di usare hotmail per lo stesso motivo..

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    1. Non e' tanto questione di "dipendenza", perche' in teoria basta anche poco traffico per far si' che la bolla si crei. L'importante e' proprio stare attenti e prendere le dovute precauzioni, per quanto possibile. Google purtroppo ha una politica di privacy che ormai sfiora l'inaccettabile.

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  4. Niente male questa riflessione.
    Poi, si sa, se ci metti Fellini con me sfondi una porta aperta. :)

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  5. Sai, io noto questo tantissimo quando uso google come motore di ricerca. Sto dà un pò di tempo valutando di passare a wordpress su cui ho già il mio sito "commerciale" e su cui mi trovo molto bene. Grazie per queste riflessioni !!

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    1. Sì, come dicevo un po' più su Google rasenta l'indecenza, specie con le nuove norme sulla privacy, ma è bene proteggersi anche da tutti gli altri, ovviamente.

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  6. Bah, dopo aver scoperto che, secondo le statistiche di google, sono un uomo di 65 anni mi domando quanto davvero credano di conoscerci monitorandoci cosi "da vicino" :(

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  7. Si vede che bazzichi siti da vecchio :)
    Beh... bene che tu riesca a depistarli, no?

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  8. io faccio parte degli entusiasti, nel senso che almeno ora, a differenza di dieci anni fa, se davvero sei interessato a qualcosa puoi andartela a cercare. per molti c'è ancora solo la tv come fonte di informazione e allora è logico che noi stiamo messi meglio.
    però è anche vero che odio questa sensazione di essere spiata. l'ultima: un banner pubblicitario con scritto: sei un italiano all'estero? avrei voluto rispondere come a quelli dei call center: e lei come ha avuto il mio numero???
    quindi: farò tesoro delle tue indicazioni, vediamo se mi spiano meno.

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    1. come dicevo più su, specialmente con l'avvento delle nuove norme sulla privacy di google (a giorni) il minimo è cercare di proteggersi cancellando cookies e affini.

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